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Il problema del pesto

Giulia quel pomeriggio doveva vedere la sua amica Sara e pensava di invitarla a pranzo. Poco dopo arrivò Sara e allora Giulia le disse: “Ciao Sara! Ti va se domani vieni a pranzo da me?” “Si va bene! Mi puoi fare la pasta al pesto?” “Ma certo!” disse Giulia felice. 

“Non ho la più pallida idea di come si faccia la pasta al pesto!”  pensò Giulia a casa. Allora chiese al figlio Giulio: “Sai se la nonna sa fare la pasta al pesto?” Giulio era stanco e sudaticcio ma rispose: “Sì, la nonna la sa fare molto bene.” 

Allora Giulia si catapultò al telefono e digitò il numero della nonna: “Mamma, per favore mi puoi dare la ricetta della pasta al pesto?” “Ma certo! Allora devi prendere il mortaio e metterci dentro: basilico di Pra, parmigiano, aglio, pinoli e olio. Poi devi pestare tutto.” “Grazie mamma.”

Giulia era più stanca di quello che immaginava: aveva tutti capelli disordinati e gli occhi rossi. Giulia pensò che infine non era poi così difficile. Andò a comprare gli ingredienti che la nonna le aveva dettato e cominciò a fare il pesto. Non era difficile ma l’ultima parte, quella in cui bisognava pestare tutto era un po’ noiosa. Prese allora le foglioline di basilico: erano piccolissime e Giulia se ne stupì. Le buttò dentro al mortaio, poi sbucciò l’aglio e versò l’olio, infine versò un po’ di pinoli dalla scatoletta verde della marca che gli aveva consigliato la nonna e cominciò a pestare tutto. Alla fine uscì fuori una salsa verdognola. Quando la assaggiò le piacque moltissimo, a quel punto chiamò la nonna: “Grazie! Senza di te non ce l’avrei mai fatta!” “Non c’è di che” le rispose la nonna.

In quel momento arrivò la sua amica. Sara assaggiò il pesto, all’inizio fece una faccia disgustata, poi esclamò: “Ma è fantastico!” “Per fortuna” pensò Giulia.                                

Piero | Classe I D