Seleziona una pagina

La genetica

Oggi avremo il piacere di intervistare il Dott. Dario a capo del Dipartimento di Genetica dell’Istituto di Ricerca Scientifica San Francesco di Anguillara Sabazia.  Buongiorno Dott. Dario e grazie per aver accettato questa intervista. Entriamo subito nel merito delle domande. Ci direbbe di cosa ha bisogno una foglia per compiere la fotosintesi e quali sono gli elementi che vengono prodotti durante il processo?

– Dunque, la foglia ha bisogno di diossido di carbonio proveniente dall’aria, e di acqua e sali minerali estratti dal terreno. La sintesi produce ossigeno e glucosio.

Perfetto! Saprebbe darci informazioni sulla riproduzione delle piante?

– D’accordo! Quando una pianta si sviluppa sui suoi fiori crescono degli “stami” che contengono i gameti maschili. Quando essi finiscono sullo stigma dell’altro fiore, vengono assorbiti fino ad arrivare all’ovario dove si trovano i gameti femminili che si fondono con quelli maschili. Ciò determina la modifica genetica (naturale) del seme alla nascita.

– Ci direbbe da cosa è costituito il nucleo di una cellula?

– Beh, facciamo un esempio classico. Il baccello contiene 7 coppie di cromosomi all’interno del nucleo, gli umani ne possiedono 23. Nel cromosoma è presente il DNA che a sua volta contiene il genoma: l’insieme di informazioni ereditarie.

Tutto molto chiaro! Le faccio un’ultima domanda. Come saprebbe relazionare il campo della genetica, come per esempio i cromosomi, i geni, le basi azotate, con le piante e tutto il campo vegetale?

– Esistono gli OGM: organismi geneticamente modificati. Quindi, posso dire che la maggior parte delle scoperte genetiche sono state poi applicate al DNA delle piante per modificarne alcune caratteristiche come crescere più in fretta, creare frutti più zuccherati o resistere al gelo invernale.

Molto bene dott. Dario, ha risposto alle nostre domande con precisione e chiarezza. La saluto e la ringrazio per la sua disponibilità.

Dario | Classe III G

Covid-19

  • Carissimi lettori oggi avrò il piacere di intervistare il medico Thomas Jefferson. Con lui cercheremo di capire qualcosa in più sul Coranavirus. 

Che lavoro fa lei e in che cosa consiste?

Io sono un medico epidemiologo e faccio soprattutto revisioni sistematiche che sono studi di sintesi di altri studi.

  • Che cosa è il Coronavirus?

Il Coronavirus è un virus che ha una capsula e del materiale genetico che si chiama RNA. All’interno di questa capsula ci sono anche diverse particelle che, simili ad antenne, formano una corona. Queste antenne sono note anche con il nome di “antigeni”.

  • Perché viene chiamata pandemia?

Dal greco “pan” (tutto) e “demos” (popolo), quindi “di tutto il popolo”. Il termine pandemia indica quindi una malattia che si diffonde per il mondo intero, nella sua globalità.

  • Secondo lei come si può sconfiggere il COVID-19?

Il COVID-19 non si sconfigge, si diminuisce soltanto il rischio di trasmissione. Non c’è un modo per sconfiggerlo, si diminuisce soltanto la virulenza.

  • Perché viene chiamato COVID-19?

Viene chiamato COVID-19 perché è stato isolato nel 2019, ed è un coronaviride. È una sigla che vuol dire malattia da Coronavirus 2019. 

  • Il Coronavirus chi infetta maggiormente e perché? 

Il “perché” non lo sappiamo. Chi è più a rischio sono i maschi sopra i 70 anni con una, due, tre, o più patologie pregresse, cioè con tre o più problemi sanitari come ischemia, diabete e via dicendo. 

  • Secondo lei è stato esagerato bloccare tutti i contatti con l’Italia, chiudere le scuole e i centri sportivi? Perché?

Le chiusure sono state attuate per evitare i contatti, le trasmissioni, e se è stato esagerato o meno ce lo dirà la storia.

  • Secondo lei è efficace stare ad un metro di distanza l’uno dall’altro?

Negli ospedali militari da campo delle legioni romane la distanza minima era pari a 1,5 metri. La  distanza di 1 metro mi sembra insufficiente perché questi tipi di virus si trasmettono sia con il contatto, sia con il respiro che emettiamo.

  • Secondo lei è utile usare le mascherine e i guanti protettivi?

Stiamo lavorando proprio su questo per conto dell’Organizzazione Nazionale della Sanità. Il problema è che gli studi sono pochi e fatti in stagioni in cui altri virus giravano e il Covid come ben sapete è stato recentemente scoperto.

  • Secondo lei dopo che questa pandemia sarà finita dal punto di vista economico il mondo sarà lo stesso?

No, di questo ne sono sicuro, assolutamente no. Come cambierà sarà molto difficile dirlo, di sicuro ci sarà un incremento del lavoro da casa. Ci sarà, almeno per i primi tempi, una maggiore attenzione alla sanità, alla salute e all’igiene personale. Poi però gli esseri umani sono quello che sono e le cose cadranno piano piano nel dimenticatoio.

  • Quando ci si lava le mani è preferibile utilizzare acqua calda o fredda? Inoltre è più efficace utilizzare il sapone antibatterico oppure quello che usiamo tutti i giorni?

Non c’è nessuna differenza, non ci sono prove in letteratura della superiorità di un sapone sull’altro. Puoi anche usare la sabbia o la cenere, come usano fare gli abitanti nei paesi veramente molto poveri e che non hanno accesso all’acqua. Puoi quindi usare o la sabbia come quando sei nel deserto oppure anche la cenere dei caminetti. 

  • È vero che i raggi ultravioletti posso sterilizzare una camera?

Si, possono eliminare, neutralizzare, inattivare i microrganismi, e sono tantissimi, che svariati vivono all’interno di qualsiasi ambiente o all’interno di qualsiasi o sopra qualsiasi oggetto.

  • Il Coronavirus si può trasmettere attraverso le zampe dei cani quando si portano fuori?

Spero di no.

  • I giornali dicono che questa pandemia si prolungherà fino all’estate. Secondo lei?

Mi hanno rubato la sfera di cristallo. Dovrò andare dai carabinieri per denunciarne il furto.

  • Come ultima domanda le chiedo se questo virus ha anche degli aspetti positivi. 

Sicuramente la vita in famiglia non è mica male. Sentire il professore Napolitano da remoto non è male. C’è meno inquinamento, si spende molto di meno perché si acquistano soltanto i prodotti essenziali. Io avrei bisogno di nuovi occhiali ma non posso averli. Questa però non è un’esperienza così terrificante come la guerra. Grazie per la sua disponibilità.

Fede – Classe III G