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Oliver Twist

Avete presente quella sensazione che si prova quando si finisce un libro e non si sa più cosa leggere? Bene! Fortunatamente per voi, sono qui per consigliarvi una buona lettura.

Sullo sfondo di una Londra ottocentesca, lo scrittore Charles Dickens descrive la vita di un orfano che, dopo alterne vicende, scopre le sue vere origini. Oliver Twist, l’orfano in questione, viene affidato a un impresario di pompe funebri dal suo orfanotrofio. Ma dopo poco viene accusato di violenza e così si rifugia nella caotica città di Londra dove incontra Fagin e la sua banda di ladruncoli. Rimane con loro finché, per una coincidenza, non conosce il benefattore signor Browlow che lo accudisce come se fosse un figlio. Però Fagin riesce a rapire di nuovo il povero Oliver. Sikes, un criminale in combutta con Fagin, costringe l’orfano ad aiutarlo a rubare a casa della signora Maylie. Durante l’impresa Oliver rimane ferito, e viene abbandonato sulla strada, di fronte al luogo del crimine. Quando la signora Maylie e sua nipote Rose ritrovano Oliver, lo fanno curare e, dopo la storia strappalacrime raccontata da Oliver, le due donne decidono di tenerlo con loro. Dopo svariati mesi di guarigione, al nostro caro orfano è permesso di rivedere il Signor Browlow. Questi, dopo aver perdonato Oliver, scopre la verità sulla famiglia del ragazzo. Si viene, infatti, a sapere che Oliver ha un fratellastro da parte di suo padre Edward, Monks. Quest’ultimo odia molto Oliver e durante lo sviluppo del romanzo, cerca, d’accordo con Fagin, di uccidere l’orfano per impossessarsi della sua parte di eredità. Alla fine Monks parte per non tornare mai più, invece il capobanda Fagin viene arrestato e condannato all’impiccagione mentre Sikes, fuggendo sui tetti di Londra, rimane ucciso. Oliver viene, quindi, adottato dal signor Browlow, e mantengono entrambi  i contatti con la signora Maylie e sua nipote Rose.

Charles Dickens, nato a Portsea (Gran Bretagna) nel 1812, scrive Oliver Twist tra il febbraio 1837 e l’aprile 1839. Scrive questo romanzo in terza persona in modo fluente, con un linguaggio familiare, con l’intenzione di comunicare al mondo il modo cruento di vivere degli orfani nati a Londra nel 1800. Charles Dickens fu il primo di noti scrittori ad inventare la pubblicazione del romanzo a puntate sui giornali di Londra, e questo per invogliare il lettore a continuare la lettura.

Mi è piaciuto questo libro perché, anche se non è un romanzo che si legge molto velocemente, lo scrittore ha alternato parti lente a parti di suspence. Inoltre queste parti di suspence sembrano ben studiate, ma si inseriscono nel romanzo con grande naturalezza. Charles Dickens riesce nel suo intento comunicativo anche creando una storia che, parlando della realtà, non rinuncia a far divertire il lettore.

Caterina | Classe III G