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Il libro misterioso

Era una sera d’ inverno, fredda e umida. Jack stava in biblioteca come al suo solito; ad un certo punto si fermò davanti a uno scaffale: aveva notato un libro molto vecchio e impolverato che in un certo senso lo affascinava. La copertina era in pelle, ma non la solita pelle, questa era molto strana e di un colorito insolito. Tornato a casa, Jack si lanciò sul letto e si mise a leggere il misterioso libro. Sfogliò la prima pagina, le prime parole erano: ”Era un notte buia e tempestosa”, ma Jack non ebbe neanche il tempo di leggere, che un tuono si scagliò sopra casa sua; poi iniziò a piovere molto forte, le gocce sbattevano sulla finestra ad una velocità allucinante. Riprese a leggere e per un po’ di tempo andò tutto bene, finché nel libro ci fu scritto: “Una bella mattina d’estate”, così tutto ad un tratto diventò mattina e stranamente le temperature si alzarono. Jack non sapeva cosa pensare, se essere spaventato o affascinato da questo mistero. Nel dubbio si rimise a leggere, andando avanti sembrava tutto normale, finché non arrivò in una parte del libro in cui tutte le piante si seccavano. Jack stupito dai fatti successi in precedenza, si alzò  dal letto e corse di fuori a vedere se le piante erano secche, ma quando uscì era ancora tutto verde; però mentre tornava in casa sentì uno strano tonfo provenire dalle sue spalle,  si girò di scatto e, come per magia, tutte le piante si seccarono: le foglie, diventate raggrinzite e di colore marrone, iniziarono a cadere trasportate dal vento. Jack allora prese il libro, accese un fuoco e ce lo buttò dentro.  Qualche giorno dopo, Jack andò a scegliere un nuovo libro ma, arrivato in biblioteca, quando vide lo scaffale dove aveva preso il libro misterioso, gli si ghiacciò il sangue nelle vene : il libro era tornato là, intatto e con nessun segno di bruciatura.

Enrico | Classe III D

Gli Gnomi e il Virus

C’era una volta, in fondo al mare, un piccolo paesino abitato da  gnomi. Un giorno, uno gnomo di nome Augusto decise di invitare i suoi amici ad un picnic e, una volta terminato di mangiare, lasciarono a terra rifiuti di ogni genere. Quando la sera tornarono a casa, Augusto chiamò i suoi amici per chiedergli se si fossero divertiti e se andasse tutto bene; tutti risposero di sì tranne uno che, tornato a casa, si era sentito male e adesso aveva un po’ di febbre. Più i giorni passavano e più lo gnomo si sentiva male; così i suoi amici decisero di portarlo in ospedale sperando di avere delle spiegazioni,  ma  i medici capirono subito che non era una semplice influenza bensì una malattia pericolosa che attacca i polmoni, chiamata coronavirus. Questa malattia era molto contagiosa; ben presto molti gnomi iniziarono ad ammalarsi e in casi piu gravi a morire. Lo gnomo Augusto, avendo capito la gravità della situazione, chiese aiuto al suo migliore amico Pippo, dicendogli:  -Ehi, te la senti di venire insieme a me alla ricerca di questo virus?- e lui rispose: -Certamente, amico mio!-. Usciti dall’Ospedale indossarono immediatamente delle tute protettive e delle mascherine che gli ricoprivano naso e bocca e si misero alla ricerca del nemico. Dopo alcuni giorni di ricerche e di numerosi contagi i due amici trovarono il virus, gli si avvicinarono con cautela, mantenendo una distanza di due metri circa, e gli chiesero: -Perché fai tutto ciò?-, e lui rispose: -Perchè sono stanco di vedere tutte queste ingiustizie, cattiverie e inquinamento, che voi gnomi producete in questo bellissimo paesino! Quindi ho intenzione di fare un po’ di pulizia!-. I due gnomi rimasero sconvolti dalle parole del virus e gli domandarono come avrebbero potuto rimediare a questa situazione. Il virus rispose che avrebbero dovuto comportarsi meglio sia verso l’ambiente e sia verso i propri simili e che solo allora sarebbe andato via. Gli gnomi tornarono a casa e comunicarono ai loro amici quello che il virus gli aveva riferito. Tutti pensavano che la sua richiesta fosse troppo difficile da assecondare e che per fermarlo in questo modo ci sarebbe voluto troppo tempo, quindi decisero di chiedere ad uno gnomo stregone un incantesimo per poter sconfiggere il Coronavirus; lo stregone provò ad improvvisare qualcosa e gli diede delle parole magiche da pronunciare tutti insieme. Gli gnomi, ricevuto l’incantesimo, provarono a recitarlo ma si accorsero che non funzionava e quindi, con grande sacrificio, dovettero fare tutto ciò che il virus gli aveva chiesto. Allora iniziarono tutti a non uscire più di casa, in modo da inquinare meno ed evitare nuovi contagi  e cominciarono anche ad aiutarsi fra loro nei momenti di bisogno. Dopo circa un paio di mesi, quando ormai per loro questo stile di vita era diventato un’abitudine, sentirono per tutto il paese una voce, che usciva da un grande megafono e diceva: -Buongiorno gnomi, io sono il coronavirus; oltre a procurarvi preoccupazione e paura, vi ho osservato molto in questi giorni e ho deciso di andarmene, per il momento, con la speranza che voi ricordiate che dovete comportarvi bene e seguire delle buone regole, se non volete che io torni”. Gli gnomi, dopo queste parole, furono molto sollevati e capirono di aver sconfitto il virus. Piano, piano i malati cominciarono a guarire e da quel giorno vissero tutti felici e contenti.

Mellissa – Classe II H